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Come cambia il rischio di default per le imprese dopo l’impatto della pandemia?

rischio di default imprese
Come è cambiato il rischio di default delle imprese dopo l’impatto della pandemia? Quali sono le imprese più danneggiate per settore e tipologia? Approfondiamo la tematica in questo articolo, sulla base della ricerca Up&Down di Cerved e delle riflessioni contenute nell’Indagine sull’impatto della pandemia sulle imprese non fallibili della Fondazione Nazionale dei Commercialisti.

Tabella dei Contenuti

imprese rischio di default

Rischio di default: l’impatto del Covid-19 sulle imprese 

La ricerca Cerved Up&Down è stata condotta su una base di 640 mila società di capitali non finanziarie, indebitate per 846 miliardi di euro con il sistema finanziario nel 2019. 

Per tale determinazione, Cerved ha applicato la stima CGS, il Cerved Group Score, un indice per la valutazione del rischio di default delle imprese

L’impatto severo della crisi risulta evidenziato soprattutto per alcuni settori, anche se il quadro sembra essere migliore rispetto a quello previsto a inizio pandemia, come riporta anche il Centro Studi Confindustria, che prevede una risalita del Pil a +6,1% nel 2021, 2 punti in più rispetto alle stime di aprile, seguito da un ulteriore +4,1% nel 2022.

La ricerca Cerved ha quindi evidenziato che, quasi la metà delle imprese analizzate (il 49,5%) ha avuto un downgrade del proprio score – indice di inadempienza – dopo la pandemia.

Si tratta della quota più elevata dal 2009.

Il numero di società “rischiose”, quelle con alta probabilità di default a 12 mesi, è salito da 75 mila nel 2019 (11,8%) a 120 mila del 2020 (18,7%). 

In uno scenario worst (pessimistico), la quota di imprese a rischio di default salirebbe al 20,7%.

team - rischio di default imprese post covid

Indebitamento finanziario +10,7%

La pandemia ha visto le imprese incrementare il proprio indebitamento finanziario in media del +10,7% e questo ha comportato uno spostamento verso le classi a cui è associato un maggior rischio di default.

Cerved riporta infatti che il debito finanziario accumulato dalle imprese più rischiose è salito da 63,2 miliardi a 135 miliardi di euro, quindi più che raddoppiato

In particolare, si riscontra un differenziale in crescita tra le imprese minori e quelle di dimensioni più grandi.

La quota di società rischiose scende, infatti, dal 20,5% delle microimprese al 14,5% delle piccole, al 12,1% delle medie fino all’8,3% delle grandi società

Per quanto riguarda i settori, Cerved individua quelli più a rischio: fiere e convegni (68% di 2.000 che ne fanno parte – con rischio pre-Covid del 10,6%), con a seguire i club sportivi, come ha dimostrato la cronaca più recente, le agenzie di viaggio e le imprese nel settore della ristorazione.

sala riunioni default imprese pandemia

Cerved ha quindi classificato le imprese in 6 cluster in funzione della solvibilità finanziaria (con stima CGS, il Cerved Group Score, per la valutazione del rischio di default ):

1. Imprese sane: anche dopo il Covid possono rientrare in un’area di sicurezza o solvibilità. 308 mila imprese che hanno contratto prestiti garantiti per 45,9 miliardi di euro, con garanzie che ammontano a 39 miliardi. Previsione di crediti deteriorati di 776 milioni di euro.

 2. Imprese vulnerabili: erano già vulnerabili in pre-pandemia, e non sono state impattate dal Covid. 284 mila imprese che hanno contratto prestiti garantiti per 31,7 miliardi di euro. Previsione di crediti deteriorati di  2,2 miliardi di euro. 

3. Imprese che in pre-pandemia  erano in un’area di sicurezza o di solvibilità, oggi vulnerabili dal Covid. 182 mila imprese che hanno contratto prestiti garantiti per 13,9 miliardi di euro. Previsione di crediti deteriorati  di 759 milioni di euro. 

4. Imprese che in pre-pandemia erano in un’area di sicurezza o solvibilità, oggi scivolate in un’area di rischio a causa del Covid.  9.347 imprese che hanno contratto prestiti garantiti per 727 milioni di euro. Previsione di crediti deteriorati di 137 milioni di euro. 

5. Zombie light, ovvero imprese già vulnerabili nel pre-Covid e oggi rischiose. 166 mila imprese che hanno contratto prestiti garantiti per 14 miliardi di euro. Previsione di crediti deteriorati di 2,6 miliardi di euro. 

6. Zombie – imprese già rischiose nel pre-Covid.  80.909 imprese che hanno contratto prestiti garantiti per 8,7 miliardi. Previsione di crediti deteriorati  di 2,5 miliardi di euro. 

Mentre Cerved ha basato la ricerca sui bilanci del 2020 delle società, la Fondazione nazionale dei commercialisti ha effettuato un sondaggio presso un campione di professionisti, per valutare l’impatto della pandemia sulle “imprese non fallibili”. 

Si tratta di una fotografia che include anche piccole e microimprese (ditta individuale o società di persone).

Il sondaggio ha confermato i dati Cerved, anche sotto il profilo del ‘post-aiuti’, ovvero si invita  a considerare il carattere temporaneo degli interventi di supporto alle imprese.

Una volta terminati o ridotti gli aiuti, potrebbe quindi concretizzarsi un aumento del rischio di solvibilità.

La Fondazione nazionale dei commercialisti ha quindi stimato che le imprese non fallibili, che nel 2022 potrebbero trovarsi in difficoltà, ammontano a circa 371.500.

Si tratta del 29,3% del totale delle imprese non fallibili che sono state considerate nella stima totale. 

uomo che lavora al computer - default imprese pandemia

Come gestire il rischio di default

Il rischio di default è stato quindi individuato e studiato, ma ciò che conta è che le imprese possano gestirlo.

In che modo?

Tutto può iniziare da una maggiore consapevolezza e svilupparsi con azioni che mirano a costruire un rilancio robusto e durevole nel corso del tempo.

Per raggiungere questo obiettivo, serve:

  • acquisire consapevolezza del proprio modello di business;
  • individuare i punti critici del proprio modello di business, con lo scopo di eliminarli o mitigarli; 
  • iniziare ad elaborare un budget puntuale;
  • pianificare i flussi di cassa prospettici;
  • monitorare lo stato di salute dell’impresa in modo costante per adottare azioni correttive opportune e tempestive.

Qui entra in gioco il ruolo del consulente, che può supportare le imprese nella corretta analisi e pianificazione economico finanziaria, per operare al meglio nell’ambito delle possibilità offerte dalla Legge di Bilancio 2022 e nei rapporti di accesso al credito.

Counsel Srl è al tuo fianco per aiutarti a raggiungere questo obiettivo, contattaci qui per i nostri servizi professionali.

Redazione
La redazione di COUNSEL S.R.L. annovera professionisti specializzati nei settori della finanza, del fintech, del credito e della gestione di impresa. I contributi sono frutto dell’esperienza professionale e del costante studio, ricerche e studio di dati e statistiche.
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